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X crescentine senza lievito

Le Crescentine

Che dite se ci prepariamo qualche crescentina!? Se non sapete di cosa sto parlando, in questo post troverete una spiegazione dettagliata sui panificati tipici dell’Emilia Romagna.

Ma veniamo al dunque. E’ primavera, le giornate sono sempre più calde e lunghe, i colori e i profumi della natura sono sempre più intensi.. e la voglia di stare all’aperto è sempre più grande! Perciò, che abbiate in mente un picnic, un pranzo in terrazza o una cena in giardino.. sul vostro menù non può mancare qualcosa di fritto! E cosa c’è di meglio se non delle fragranti crescentine da accompagnare a gustosissimi salumi? Se volete pasteggiare “da veri Bolognesi” non vi resta che seguire la ricetta.

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A Bologna il lunedì di Pasqua è solo a San Luca

La tradizione vuole che per i bolognesi nel Lunedì di Pasqua si faccia la cosiddetta scampagnata a San Luca o nei colli limitrofi. Si parte dai portici del Meloncello, per arrivare fino su in cima alla Basilica, un saluto alla Madonna e poi tutti quanti a festeggiare in mezzo al verde con dei gustosissimi picnic.

E’ un’usanza spontanea che è sempre esistita qui a Bologna e che di famiglia in famiglia si tramanda; per non perdere le nostre radici e per far conoscere la Hollywood bolognese a ospiti e piccini.

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Crescentine, Tigelle, Piadina. Facciamo chiarezza!

Farina, acqua, strutto. Tre sono gli ingredienti che accomunano i panificati più caratteristici dell’Emilia Romagna. L’idea di scrivervi questo post è nata proprio sui nostri mezzi City Red Bus, per essere precisi, da voi che visitate la nostra città e che spesso mi chiedete “cosa posso mangiare qui a Bologna?” A volte noto un filo di confusione nelle vostre domande, ma è normale se non si conoscono le tradizioni del territorio! Eccomi quindi a raccontarvi, con una piccola guida, ciò che nella nostra regione si usa mangiare coi nostri salumi.

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X sformato patate e mortadella

Dai modi di dire Culinari.. allo Sformato alla Bolognese!

“L’è mej stasira una galenna ch’un òv dmatenna”  (E’ meglio una gallina sta sera, che un uovo domani mattina)

“L’è mej un òv incù, che una galenna dman” (E’ meglio un uovo adesso, che una gallina domani)

Sono due modi di dire nati, in principio, nelle cucine bolognesi e successivamente sono stati adattati anche al quotidiano. Il concetto che esprimono è molto semplice: meglio accontentarsi di ciò che c’è oggi, perché del domani non v’è certezza! Ed ecco come dal passato, grazie ai proverbi dei nonni, possiamo trarre insegnamento da questa filosofia di vita, soprattutto ai giorni nostri. Una ricetta che mi viene in mente, restando in tema di genuinità Emiliana e di secondi piatti è lo Sformato alla Bolognese. Fatto con ciò che a Bologna non può mai mancare: la mortadella e le patate!

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Non solo Tagliatelle!

In tanti parlano di quanto sono buoni e golosi i primi piatti della cucina Bolognese: tagliatelle, lasagne, tortellini. Ogni blog Emiliano Romagnolo che si rispetti è ricchissimo di queste ricette; ma per i secondi? Oltre alla classica e famosissima cotoletta alla petroniana, ne conoscete altri!? Se la risposta è “no” allora non dovrete perdervi i prossimi appuntamenti che Il Cucchiaio di Anita ha pensato apposta per voi! Vi porterò nella mia cucina di casa e vi descriverò ciò che siamo soliti a cucinare, che sia carne, pesce o altro, tutto rigorosamente della nostra amata città!

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X garganelli salsiccia e funghi

Garganelli & Salsiccia

I garganelli sono un formato di pasta all’uovo, molto simile alle classiche penne rigate. La sua origine ha duplice storia: c’è chi fa risalire l’invenzione del Garganello al 1400 nelle cucine di Caterina Sforza, e chi nel 1700 in Romagna; il lusso del tortellino era per pochi, così nelle case dei contadini si inventarono questo genere di pasta, che assorbiva il sugo proprio come una vera “pasta ripiena”.  D’altronde le origini della pasta all’uovo sono umili! La “leggenda” che preferisco raccontarvi narra di una brava cuoca, del Cardinale Bentivoglio, intenta a preparare i cappelletti/tortellini.  Il caso vuole che nel mentre li stava preparando un animale di casa se ne mangiò una buona parte. Allarmata per quanto era successo, e per non buttare via i quadrati di pasta che aveva predisposto, gli balenò l’idea di arrotolarli su un cannello sottile di legno e successivamente di “rigarli” sui pettini da telai. Nacquero così i garganelli, il cui nome deriva dal dialetto “garganel” o gargarozzo, la parte tracheale del pollo. Da qui l’uso di condirli con salsiccia, ragù oppure con prosciutto e piselli.

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Bologna La Grassa

Ogni città d’arte italiana che si rispetti ha un suo soprannome. Bologna ne ha ben tre: la dotta, la rossa e la grassa. Dotta per la sua storica università, rossa per i suoi tetti e le facciate dei palazzi color “rosso bolognese” e grassa per le sue innumerevoli specialità alimentari. Se pensate presso Palazzo della Mercanzia sono state depositate ben 24 ricette (le più note) scelte e selezionate dall’Accademia Italiana della Cucina; tra di esse ricordiamo i tortellini, le tagliatelle, il ragù e le lasagne.

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Quando la Farina incontrò l’Uovo

Mi capita spesso di sentirmi rivolgere la domanda “Cosa possiamo assaggiare di tipico qui a Bologna?” La risposta, come ben potete immaginare, non è una sola; sono tante! La lettura di oggi, probabilmente sarà la “madre” di tutte le prossime letture che vi proporrò. L’intento è quello di raccontarvi i piatti che hanno fatto la storia dell’Emilia-Romagna e che, specialmente, sono nel cuore dei Bolognesi. Ma, prima di parlarvi delle nostre specialità gastronomiche, c’è una favola da raccontare: tutto iniziò così..

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