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Quando la Farina incontrò l’Uovo

Mi capita spesso di sentirmi rivolgere la domanda “Cosa possiamo assaggiare di tipico qui a Bologna?” La risposta, come ben potete immaginare, non è una sola; sono tante! La lettura di oggi, probabilmente sarà la “madre” di tutte le prossime letture che vi proporrò. L’intento è quello di raccontarvi i piatti che hanno fatto la storia dell’Emilia-Romagna e che, specialmente, sono nel cuore dei Bolognesi. Ma, prima di parlarvi delle nostre specialità gastronomiche, c’è una favola da raccontare: tutto iniziò così..

C’era una volta, in un piccolo regno, un’umile e candida Principessa, il suo nome era Farina. Un bel giorno, stanca della sua solita routine quotidiana divisa tra impasti e lievitati, decise di voler fare un viaggio per esplorare ciò che di più buono e gustoso il mondo poteva offrirle. Viaggiò tanto e per tanti anni. Sperimentò diverse ricette, con l’uso di vari strumenti e tecniche. Conobbe le usanze e le tradizioni culinarie di ogni paese, dalla Grecia alla Turchia, dalla Cina al Giappone. Venne lodata per la sua bellezza dai più grandi scrittori e poeti del tempo. Ma, pian piano, si rese conto che tutto ciò che aveva provato, seppur buono, aveva sempre un unico e solo legante: l’acqua. Fu così che, stanca di questa strana monotonia, decise di ritornare al suo regno. Credeva di avere già visto e conosciuto tutto del mondo, ma fu proprio passando per una ricca e nobile terra del nord Italia, che incontrò il Principe Uovo. Era un signorino, niente male: biondo, robusto, dal cuore tenero.. non dico che fu amore a prima vista, ma quasi. I due unendosi in un matrimonio dai gialli colori diedero vita ad un vasto e dorato impero: ricco di forme, consistenze e sapori. La neo-coppia decise di chiamare la propria stirpe “Pasta all’Uovo”, dalla quale nacquero tantissimi figli: alcuni paffutelli come raviolo e tortellino, altri più asciutti come tagliatella e pappardella, altri belli robusti come lasagna e cannellone. Ed è solo grazie alla continuità e alla forza di chi pazientemente nei secoli ha tramandato questa tradizione, che noi oggi possiamo gustarne i suoi prelibati doni.

Vi aspetto alla prossima lettura, per raccontarvi altro sul fascino e sul successo della cucina Emiliano-Romagnola!

Posted by Anita

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